Monthly Archives: maggio 2012


Sisma catastrofico in Sicilia e Calabria a Giugno? (VIDEO)

L’ultima “previsione” in fatto di terremoti arriva dall’Enea di Bologna: “A breve, tra la Calabria e la Sicilia, potrebbe verificarsi un sisma distruttivo, di magnitudo 7,5″, ha detto Alessandro Martelli, presidente del centro ricerche Enea di Bologna, ovvero l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Un’autorità scientifica insomma.

Martelli specifica: “Un terremoto catastrofico, molto più forte di quello dell’Emilia di questi giorni o dell’Aquila, potrebbe colpire e distruggere il Sud Italia, nei prossimi mesi o entro due anni”.

Un allarmismo che però non viene condiviso dall’Ingv, ovvero la massima autorità in fatto di terremoti. Il presidente Stefano Gresta ha commentato: “Si sta facendo allarmismo, e in qualche modo anche terrorismo approfittando dell’emotività del momento per fare pressione e accaparrarsi qualche centinaio di milioni di euro per la prevenzione sismica.

Sappiamo che la Sicilia orientale è ad alto rischio sismico, ma lo sappiamo non perché ora sarebbe stato messo a punto un esperimento scientifico, ma da quello che ci dice la storia. Le previsioni attualmente hanno un margine di errore e di incertezza troppo ampio per poter essere utilizzate nella pratica.

E chi ha fatto quelle previsioni non ha detto quanti falsi allarmi ha generato negli anni quello strumento, quante volte è stato previsto un evento che poi non si è verificato. E che facciamo, spostiamo milioni di persone per due anni e blocchiamo mezza Italia per un evento che magari poi non si verificherà?”.

L’Ingv sta sperimentando un algoritmo di previsione che, riguardo l’Emilia, dà con una certa probabilità un terremoto di magnitudo superiore a 4 o a 5.5.

Fin qui, il dibattito scientifico. Ma l’argomento “terremoto in Calabria e Sicilia” ha interessato il web, dove ci si imbatte in profezie di ogni sorta. C’è addirittura chi dà date precise ispirandosi alle teorie di Raffaele Bendandi, noto profeta di terremoti mai riconosciuto dalla comunità scientifica: il 3-4-5-6 giugno Calabria e Sicilia rischiano a causa del transito di Venere davanti al Sole.

VIDEO TELETUA:


 

Terremoto, no al 2 Giugno: smistare i fondi agli Emiliani

“Fermiamo la parata del 2 giugno per i terremotati”

29/05/2012 - Su Twitter l’hashtag è #no2giugno

"Fermiamo la parata del 2 giugno per i terremotati"

di GABRIELE TERRANOVA

Annullare la parata del 2 giugno e destinare i fondi gia’ stanziati per aiutare le popolazioni vittime del sisma in Emilia. E’ la ‘crociata’ lanciata dal popolo di Twitter dopo il terremoto che questa mattina ha devastato le aree gia’ colpite solo una settimana fa. Su Twitter l’hashtag è #no2giugno:

C’è anche una petizione su Firmiamo.it:

tE su Facebook, dove si tenta anche il mail bombing:

 

 

Terremoto, nessuna allerta in Sicilia

Continua senza tregua lo sciame sismico in Emilia Romagna che ha causato già molte vittime e centinaia di crolli. Il forte terremoto di questa mattina è stato avvertito in moltissime città del Nord. Ora l’apprensione contagia anche il Sud e in particolare la Sicilia terra da sempre ad alto rischio sismico.

L’attività sismica che sta investendo l’Emilia e in particolare la città di Modena -ha dichiarato Domenico Patanè,dirigente di ricerca e Direttore della Sezione di Catania dell’Ingv -  è localizzata ed è legata ad un meccanismo di compressione. Non c’è un collegamento con la nostra isola anche se è noto a tutti che il Sud e in particolare la Sicilia e la Calabria sono zone ad alto rischio, per cui un fenomeno di una certa energia potrebbe svilupparsi in qualsiasi momento”.

 

Il direttore dell’Ingv di Catania è scettico sulla previdibilità di questi nefasti accadimenti: “Gli studi sulle previsioni sono ancora sperimentali. Il terremoto in Emilia era stato previsto dal professore Panza, ma da marzo a ottobre, un periodo di tempo troppo ampio che rende impossibile una eventuale evacuazione anticipata”.

 

Lo studioso dà la sua ricetta per ridurre le conseguenze negative dei terremoti: “Invece di cercare di prevederli, da molto tempo sostengo che le amministrazioni locali e il governo dovrebbero adottare una politica per cercare di rinforzare il nostro patrimonio edilizio che al momento è molto carente. Non dobbiamo perdere la memoria e dimenticarci i fatti accaduti a L’Aquila. La ricostruzione che è stata fatta nel capoluogo abruzzese non basta. In tutte le aree a rischio, Sicilia compresa, dovrebbe esserci un intervento per risanare il nostro fragile patrimonio edilizio. In più -conclude- si innescherebbe un meccanismo che potrebbe portare alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro”.