Il Vietato Morire Tour a Roma: Ermal Meta scatena e porta scompiglio all’Auditorium Parco della Musica.

Devo ammetterlo: non mi sentivo così galvanizzata per un evento musicale dai tempi dell’album Sotto Casa di Max Gazzè (correva l’anno 2013!). Poi, grazie a Sanremo 2017, sono stata -letteralmente- stregata da Ermal Meta.

Mi sono resa conto che, negli anni, ho sempre ascoltato la sua musica, solo non avevo mai collegato quei brani alla sua persona. Ora sono rinsavita! Così ho iniziato a chiedermi che tipo fosse ed ho “indagato” ed ho studiato: sono andata alla ricerca di tutte le sue interviste post-festival e ho visionato quanti più video estrapolati dai molteplici firma copie svolti un po’ ovunque in tutta Italia e sono giunta ad una conclusione: che anima bella è Ermal Meta! Ad uno così, o gli si vuol bene o gli si vuol bene, punto.

A vederlo fuori dal palco, ricorda quei personaggi appartenenti al mondo manga: abbastanza alto, gambe lunghe, ricci ribelli con ciuffo a coprire lo sguardo… per certi versi mi fa pensare a Milord, l’uomo in smoking che lancia rose con poteri magici nella saga di Sailor Moon e che poi si verrà a scoprire essere il “Principe della Terra”. Di eleganza, disinvoltura e galanteria ne ha da vendere e in quanto all’essere “principe” (dicitura che ha già un proprietario in ambito musicale) beh, di certo è paladino e cavaliere di messaggi importanti e con un loro peso specifico ben definito; le rose con poteri magici ovviamente sono le sue canzoni.

In una piattezza musicale quasi assoluta in questo periodo, dove si punta -mi verrebbe da dire- “obbligatoriamente” al tormentone per fare successo (ma si sa, il successo è un’azione al passato che non è detto debba ritornare in futuro o ripetersi nel breve periodo!), Ermal è quello che ci salva.

È un contagio in crescendo incontrollabile, merito anche dei suoi Lupi: sono il giusto riflesso dell’Artista che supportano e parlare con loro -anche solo tramite social- è come avere a che fare con amici di lunga data; lo spirito di inclusione, accoglienza, rispetto e affetto sono dei più sinceri e totalmente privi di pregiudizi; insomma, questi fan sono davvero un Branco con la “b” maiuscola come eccezione del termine Famiglia e proprio come in una famiglia, ci si sostiene, ci si stimola, ci si incoraggia e ci si protegge a vicenda.

La scaletta della serata prevede quasi tre ore di ottima musica: i brani proposti spaziano dall’album Vietato Morire (che contiene a sua volta l’album Umano), ad un paio di pezzi scritti ai tempi del gruppo La fame di Camilla e “regali” diventati famosi attraverso la voce di altri artisti come Chiara e che qui, tramite la voce e l’anima dell’Autore e delle versioni originali proposte, riacquistano quella dolcezza e quell’energia in più di cui -nonostante gli interpreti seppur eccellenti- forse le interpretazioni erano carenti.

Ma quindi il 16 maggio 2017, com’è stata questa serata romana all’Auditorium Parco della Musica? “Quasi” blindatissima. Quasi perché oltre ai doverosi controlli, la sicurezza ricordava di non: lasciare il posto a sedere, usare flash o qualsiasi altro oggetto luminoso, esporre cartelli… ovviamente abbiamo DISOBBEDITO ogni punto (“aizzati” anche da un Ermal che sul palco si trasforma in un vero e proprio uragano e non puoi non OBBEDIRGLI) seminando un tale scompiglio al quale la sicurezza, si è arresa.

Ho visto padri e fidanzati rassegnati -prima che si aprissero le porte della Sala Sinopoli- e con volti che sembrassero voler dire «m’è toccato di accompagnarla, ma non volevo» e poi, li ho visti tenere il tempo con mani e piedi, sbracciarsi e cantare più di una canzone, uscendo infine dal teatro con occhi sorridenti e volti soddisfatti; ho visto nonne e mamme più esagitate delle figlie e delle nipoti prima del concerto (non capita quasi mai di trovarsi davanti non solo sei musicisti di tutto rispetto, ma che siano pure sei gran bei ragazzi -per non dire altro- vogliamo mettere?!) e a serata conclusa le ho trovate ringiovanite; ho visto bambini in età pre-scolare e scolare ballare fra le braccia dei genitori ed in piedi sulle rossissime poltrone almeno per una sera super rock ed ho visto adolescenti crescere bene: divertendosi e scalmanandosi certo, ma dando il giusto peso a parole, silenzi, messaggi e turbinii di sentimenti.

Il palco era essenziale nell’arredamento: l’essenziale è visibile al cuore e questo era ed è un concerto per essere suonato e cantato, non servono affatto altri orpelli o riempitivi e suppellettili barocche e ridondanti.

Una menzione speciale va fatta per i cantautori Bolacchi e Cordio che hanno dato il via alle danze (la loro musica è parecchio interessante, promette assai bene per il futuro e sono quindi da tenere d’occhio) ed ancora per i ragazzi che hanno accompagnato Ermal sul palco (Dino Rubini, Marco Montanari, Andrea Vigentini, Emiliano Bassi, Luca Brizzi, Roberto Pace): una vera bomba di energia!

Quanto ad Ermal Meta beh, solo chi ha avuto a che fare con un palco può capire cosa significhi stare lì sopra e vi posso assicurare che lì, su quelle tavole che di artisti ne hanno visto passare parecchi, Ermal da il meglio di se ed anche molto di più; su quelle tavole lui ama totalmente; su quelle tavole si vede e diventa quasi afferrabile la sua libertà contagiosa e la passione che mette nel fare questo mestiere; i dottori dovrebbero prescrivere un live di Ermal Meta almeno una volta al giorno come antidoto per ogni male: ne guadagneremmo di sicuro in salute e benessere psicofisico, verso noi e verso gli altri.

Quanto a me: porto a casa foto e video dalla galleria; l’ultimo libro che Ermal ha suggerito durante un’intervista; due spillette prese al banco Mescal; uno scatto rubato ad un vip, ma soprattutto ho fermato immagini e momenti nella memoria e nell’anima: le luci cangianti; la mia voce che se ne va; il “volo” di Ermal dalle casse ed il suo «non mi sono rotto nulla!!!»; il botta e risposta Artista-pubblico; le atmosfere create; i momenti puramente strumentali; quel «Bastardi!» e quel «Grazie!» detti con tenerezza per una fan-action riuscita a dovere; il buio totale su palco, galleria e platea nel momento di Amara Terra Mia che ha toccato punti dell’animo che nemmeno pensavo di avere; le stelle di New York; il saltare; il sudore che fa bene; la leggerezza; il senso di pienezza; il non voler smettere di sorridere come un ebete; la Felicità.

Al link, il video integrale della fan-action sul brano “Piccola Anima” con i cartelli “Ti Sento Forte” e i commenti di Ermal Meta: https://www.youtube.com/watch?v=iLUXsDHd0jM&feature=youtu.be

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