Amministrative 2017: Palma e Sciacca legate da problemi comuni

Manca ormai pochi giorni al rinnovo di due dei consigli comunale più importanti della provincia di Agrigento. Sale l’attesa per i numeri, quelli ufficiali che usciranno dalle urne, quelli che certificheranno il lavoro svolto durante la campagna elettorale per la ricerca del consenso, quelli che confermeranno le ipotesi, o le smentiranno clamorosamente. Tutte le compagini che partecipano alla campagna elettorale vivono l’ansia della verifica. Tutti inclusi e nessuno escluso. Nessuno escluso perché sia a Palma di Montechiaro sia a Sciacca tutti si aspettano di vincere ma nel contempo tutto si aspettano di perdere. Un unico filo che unisce la parte nord a quella sud della provincia agrigentina.
Riunioni, comizi, incontri. A Palma di Montechiaro i candidati a Sindaco sono tre: Rosario Bellanti, Stefano Castellino e Martino Falsone, dopo che l’ex sindaco Pasquale Amato e Domizio Mineo hanno rinunciato alla candidatura.
Ognuno di loro ha impostato la campagna elettorale secondo la propria strategia comunicativa. Degno di nota, nella città del gattopardo, è l’impegno del commissario straordinario La Mattina che già subito dopo le dimissioni di Amato ha iniziato a spianare la strada al prossimo sindaco organizzando tutti i lavori, le demolizioni delle case abusive in primis, che il nuovo primo cittadino chiunque egli sia dovrà portare a termine.
Non è una campagna elettorale facilmente leggibile. La difficoltà della lettura dipende da elementi che non sono più legati solo ed esclusivamente al perimetro urbano di Sciacca e Palma. Il sentimento della gente trascina malessere che va oltre il locale e risente di una lunga crisi economica che attanaglia tutto il territorio.
I candidati a sindaco di Sciacca, invece, sono: Calogero Bono, Francesca Valenti, Domenico Mistretta, Fabio Termine e Stefano Scaduto. Problematiche che non mancano nemmeno a Sciacca. Dopo le ultime alluvioni che hanno devastato il territorio il nuovo primo cittadino sarà chiamato a lavorare sulle criticità del territorio dove ancora si cerca il corpo di un allevatore trascinato via dalla furia dell’acqua nel Novembre 2016. Città messa i ginocchio anch’essa dalla crisi della regione e dell’intero Paese dove il turismo è diminuito drasticamente rispetto al versante trapanese di quella parte di regione. Ma un altro problema attanaglia i saccensi. Per il Tribunale per i diritti del malato nella campagna elettorale in corso a Sciacca si sta parlando poco di sanità.
L’associazione, che fa capo all’ospedale San Giovanni Paolo II, propone un documento con degli impegni per i cinque candidati a sindaco. Si tratta in particolare di controllare la regolare applicazione di tutte le funzioni e la qualità del nosocomio; verificare come tutore della salute dei cittadini, che ci siano su tutto il distretto sanitario servizi sufficienti e di qualità e che vengano rispettati i livelli assistenziali.
Il Tdm ritiene che questi due punti siano di primaria importanza per tutta la comunità e tutti devono inserirli nel programma per la città, alla luce di un’emergenza attuale che vede la dirigenza Asp agrigentina poco propensa a rinnovare i contratti con i precari.

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