12 Gennaio ’45. La presa di Naro e l’omicidio del tenente Di Dino

[…]Il dopoguerra, come si sa, fu particolarmente travagliato anche dalle nostre zone e non mancarono gli episodi di delinquenza, ma anche di aperta ribellione all’autorità costituita. Ne fece per primo le spese a Naro il tenente Antonino Di Dino, comandante della compagnia di Canicattì. Era il 12 gennaio 1945: nella cittadina narese il giorno prima era scoppiata la rivolta dei “Non si parte”, i giovani che continuavano a ricevere la cartolina precetto per il servizio militare, anche se a guerra ormai finita, e che avevano deciso ribellarsi e di non partire. Assaltarono la caserma dei carabinieri, la pretura ed il Municipio e si impadronirono del paese. Da Canicattì giunsero il tenente Di Dino con alcuni rinforzi per cercare di ristabilire l’ordine. L’ufficiale si era ripromesso di ricomporre tutto in modo pacifico e così si fece avanti per parlamentare con i rivoltosi. Questi ultimi, per tutta risposta aprirono il fuoco colpendolo al viso ed uccidendolo. Qualche mese dopo a Favara persero la vita i carabinieri Calogero Giuseppe Cicero di 40 anni e Fedele De Francisca di 34: la notte tra il 14 ed il 15 settembre 1945 un gruppo di banditi di Palma Montechiaro derubò una fattoria a Favara per rubare i proventi della vendita dell’uva. I malviventi poi si rifugiarono in una zona soprastante la fattoria, senza sapere tuttavia che la zona era sorvegliata dai militari dell’Arma. Cicero e De Francisca sorpresero uno dei banditi che era di guardia, ne scaturì un conflitto a fuoco nel corso del quale i due sfortunati carabinieri vennero uccisi. Vennero insigniti della medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione: <<A seguito di conflitto a fuoco con una dozzina di malviventi dediti alle rapine e sequestri di persona, nei pressi della fattoria “Specchio”, poco distante da posto fisso di Poggio dei Conti venivano sopraffatti ed assassinati>>

A 73 anni dalla sua morte, la città di Canicattì ricorda il tenente dei carabinieri Antonino Di Dino, che venne ucciso in un conflitto a fuoco nella vicina Naro, nel 1945. Oggi, infatti, su iniziativa dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ettore Di Ventura, si è tenuta una cerimonia nella Chiesa di San Diego.

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