Ultimo: Peter Pan.

Sarò sincera: prima di Sanremo 2018, non sapevo minimamente dell’esistenza di Ultimo. Oggi, con il Festival ormai lontano, ho deciso di ascoltarlo. E ho fatto bene, perché mi ha piacevolmente sorpresa.

Ripeto, non sapevo e non so nulla delle sue origini, della sua storia eppure Niccolò Moriconi (questo il suo vero nome) è un ventiduenne sulla carta, che dimostra in arte parecchie vite vissute.

Peter Pan -suo secondo album- è composto da 16 tracce che appaiono all’ascoltatore come “una messa a fuoco”: da una visione in lontananza si va a stringere sempre più verso ciò che si ha vicino, si ha accanto e qui -in questo procedimento voluto- si mostra tutto il talento di questo ragazzo.

La sua voce è sempre nitida, tanto nelle parti basse che in quelle alte, e le parole sono sempre ben scandite. Il suo timbro è particolarissimo: ad un primo ascolto, a tratti, è possibile distinguere sfumature alla Tiziano Ferro (nelle parti basse soprattutto) e alla Fabrizio Moro (nelle parti più alte e graffiate). Ma ciò che sorprende maggiormente è una capacità di scrittura -sia per quanto riguarda i testi che per quanto riguarda le composizioni musicali- che va ben oltre i suoi anni.

I brani sanno essere al contempo riflessivi, sfacciati, malinconici, romantici, disseminando qui e là una sorta di “brio scanzonato e denso” che in un certo qual modo rievoca l’immenso Lucio Dalla, pur essendo sempre colmo di tutte le sfaccettature elencate poco sopra.

Dalla 1ª alla 5ª traccia (Buon viaggioCanzone stupidaLa stella più fragile dell’universoCascare nei tuoi occhiPoesia senza veli) ho avuto come la sensazione che il tutto fosse concepito “in preparazione” del 6° brano, che è quello vincitore di Sanremo Giovani (Il ballo delle incertezze) e dal 7° al 16° brano invece (Peter Pan (Vuoi volare con me?)Dove il mare finisceLe stesse cose che facevo con teTi dedico il silenzioDomenicaVorrei soltanto amartiIl vasoLa casa di un poeta (Piano Live Studio)Farfalla bianca (Piano Live Studio)Forse dormirai) la percezione è cambiata, come se “una volta superate le incertezze”, si potesse finalmente aprire un focus più intimo ed affrontare la tematica “Noi”.

Sono queste le scoperte -almeno per me- che mi rendono fiduciosa per il futuro del panorama musicale; perché si ha sempre più bisogno di cantautori che sappiano narrarci la quotidianità con le sue gioie e i suoi dolori, con il suo animo in subbuglio, senza alcun bisogno di concepire ad hoc motivetti commerciali che se li si va a sfogliare, si sbriciolano al sole della loro stessa inconsistenza.

Video ufficiale de Il Ballo delle Incertezze:

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