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Capaci, le prime pagine dei giornali dopo la strage
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Sono due i contendenti alla poltrona di sindaco che si sfideranno il 9 e 10 giugno prossimi. Si tratta del vicesindaco uscente Gaetano Provenzani, 44 anni, sposato e padre di tre figli, leggi »
Naro, arrestato a Canicattì per detenzione illegale di armi
A Canicattì i Carabinieri, nel corso di un servizio finalizzato alla repressione dei reati in materia di armi, hanno proceduto all’arresto in flagranza di detenzione e porto abusivo di armi e munizioni, L.R., 46enne, che a seguito di una perquisizione sulla propria autovettura, una Fiat Ulisse, è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica Beretta con relativo serbatoio contenente 6 cartucce ed un coltello di venere vietato. I primi accertamenti espletati dai militari dell’Arma hanno consentito di risalire alla provenienza della pistola, oggetto di un furto in danno di un pensionato, consumato alla fine del mese di ottobre del 2001. Nel prosieguo della predetta attività di Polizia Giudiziaria, i Carabinieri hanno esteso la perquisizione all’abitazione dell’incensurato, a seguito della quale sono state rinvenute altre due pistole e 50 cartucce legalmente detenute, ma ugualmente sottoposte a sequestro amministrativo per le successive eventuali determinazioni del competente organismo di Pubblica Sicurezza. L’uomo è stato quindi tradotto alla Casa Circondariale di Agrigento in contrada Petrusa.
Ufficio Stampa Carabinieri
Favara, come i bambini: tu colori e io pure! La lettera di rabbia di una ragazza
E’ la realtà di tanti piccoli comuni siciliani.
Molti turisti in visita, delle volte, credono che in quella sporcizia e in quello squallore gli abitanti del luogo ci stiano bene. Molti di loro non sanno che non è affatto vero. Molti di loro non sanno che in quella gente c’è una gran voglia di stare in una città pulita. In quella città città che hanno scelto per vivere la loro unica vita e che magari, al confronto con molte altre, non ha molto da offrire.
Succede in una città della provincia di Agrigento (bassa Sicilia): Favara. Un gruppo di giovani volontari riunitosi sotto il nome di “favara urban network” ha ben pensato di ricolorare la città partendo dallo spartitraffico del corso centrale della cittadina a pochi chilometri dalla valle dei templi. Come per sfida ai ragazzi, dopo pochi giorni alcuni consiglieri comunali hanno deciso di “colorare” le buche di un quartiere del paese facendosi riprendere col telefonino e diffondendo il video in rete. Rabbia e indignazione da parte di alcuni ragazzi dell’associazione citata sopra.. e come dargli torto.
Una di loro, appassionata di arte, tra l’altro, ha sfogato tutta la sua rabbia su facebook in una ‘lettera alla mamma’..
A volte un giornalista deve fermare la sua penna, pardon! le sue dita sulla tastiera, per far leggere e non raccontare solamente:
Di seguito la lettera :
Cara mamma ti scrivo questa lettera per scusarmi con te. Ti ho rubato il pacco di sigarette sul comodino, ma non volevo svegliarti, non potevo scendere a comprarle visto l’orario e proprio non ce l’ho fatta a non fumare e ad andare a dormire. Scusami, ma sono terribilmente incazzata. Appena sono tornata a casa mi hanno passato un video che, sinceramente, mi delude e mi offende nel profondo. Apparentemente non dovrei prendermela così tanto, dovrei prendere tutto con ironia come hanno fatto in molti, ma tu mi conosci e sai quanto disprezzo questa società. Ti ricordi? Qualche giorno fa sono tornata a casa contenta, perchè insieme a tanti ragazzi ho ridipinto lo spar
titraffico di questo paese che cade a pezzi. Che da sempre è abbandonato, che da sempre non è curato dalle persone che noi manteniamo pagando le tasse. Sì, ero contenta. Contenta perchè ingenuamente ho pensato che qualcosa si stava muovendo, che quel piccolo gesto fatto con amore per tutti gli abitanti di questo paese bastasse per farci apprezzare un po’. Convinta che questo regalo servisse a spronare il paese a fare di più, con poco, con un po’ di impegno. E invece sai cos’è finita, mamma? Alcuni consiglieri comunali, invece di ringraziarci per il lavoro svolto ci prendono per i fondelli. Si sono armati di bombolette spray ed hanno “colorato” le buche di una zona del paese, le stesse buche che sono segno evidente del fallimento dell’amministrazione comunale, che è formata anche da loro. E’ come vedere un pr
ofessore di grammatica che usa l’evidenziatore giallo fluo per evidenziare i suoi innumerevoli errori grammaticali. Ti giuro, sembra una barzelletta. Ma, mamma, non ti nego che due lacrime le ho versate dopo aver visto quel video: è come fare una carezza ed essere ricambiati con uno schiaffo. Sono disgustata, ti chiedo scusa se ogni tanto ti do qualche dispiacere, se ogni tanto mi metto ad urlare e ad aggredire i maleducati. Ti chiedo scusa se spesso il mio caratteraccio salta fuori. Ma come si fa a non incazzarsi davanti ad una cosa del genere? Non ti senti incazzata pure tu? E’ questo il paese in cui hai voluto crescere tua figlia? Mamma, io non p
osso permettermi l’Accademia di Belle Arti e mi spacco il culo per una miseria e questi suini si prendono i soldi nostri per non fare NULLA e in più per prenderci in giro? Loro si scannano dentro il comune con il sindaco e dicono tutti di voler il bene del paese, ma ‘sto bene per il paese dov’è? Si scannano… Si scannano… Si scannano per chi dice il giusto e chi no.. Predicano bene e razzolano male e poi non solo si scordano di noi, ma ci usano pure per farsi del male fra loro, non vedendo che il male lo fanno a noi che facciamo il LORO dovere e il LORO mestiere GRATIS! Oh mà, senti una cosa… Io mi sono rotta del fatto di piagnucolare e fare la vittima. Mi sono rotta di scriverti ‘sta maledetta lagna di lettera nella speranza di riuscire a sfogarmi senza scrivere troppe parolacce… Ma io
le voglio dire le parolacce! Perchè si meritano queste… Appena leggi svegliami che ti faccio vedere il video di cui vanno tanto orgogliosi, mentre si infangano da soli e mentre fanno la figura degli orsi: sempre in cerca di pesce.
Ti voglio bene mamma.
Capaci, le prime pagine dei giornali dopo la strage
Il 24 maggio 1992 gli italiani vennero di fatto attaccati dalle copertine dei principali quotidiani e settimanali, scritti a caratteri cubitali, nelle quali si annunciava la morte di Giovanni Falcone. All’epoca i fatti furono ancora più oscuri di quanto non lo siano oggi ed era forte l’indignazione della carta stampata per l’assassinio che ha portato anche alla distruzione di un pezzo di autostrada. Rivediamo insieme alcune di quelle copertine e chissà che qualche giovane non riesca ad apprezzarle.
































